Assemblea del Pd: scontri su primarie e coppie gay

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Si è svolta a Roma, sabato 14 luglio, l’assemblea del Pd. All’interno del partito si sono registrati scontri e tensioni su diversi argomenti. In particolare a destare spaccature sono state le tematiche che hanno riguardato la data delle primarie e i diritti delle coppie gay. Nello specifico, su quest’ultimo tema, sono stati presentati due diversi testi. Il primo è stato elaborato dal comitato per i diritti ed è passato con 38 voti contrari. Il secondo testo, che era più aperto e puntava anche sulle nozze gay, non è stato messo in votazione dalla presidente Rosy Bindi. La decisione ha sollevato parecchie contestazioni.
Degli scontri ci sono stati anche sulle primarie. Infatti Civati, Gozi e altri hanno chiesto di fissare la data e le regole per la consultazione, ma Marina Sereni ha spiegato che si tratta di ordini del giorno che sono in contrasto con i voti effettuati.
Sulla questione degli scontri è intervenuto il segretario Pierluigi Bersani, il quale non ha esitato a dire esplicitamente: “Attenzione, noi siamo il primo partito del Paese, dobbiamo dire con precisione all’Italia che cosa vogliamo, il Paese non è fatto delle beghe nostre“.
E, sulla ricandidatura di Silvio Berlusconi alle politiche 2013, si espresso definendo tutto ciò un agghiacciante ritorno e ha dichiarato: “Perché mai, non dico uno speculatore, ma un onesto risparmiatore del mondo dovrebbe prestarci soldi se in Italia prendesse voti chi dice (un giorno sì e l’altro no) che bisogna uscire dall’euro, scherzando con la prospettiva di un drammatico impoverimento di milioni e milioni di persone, o se prendesse voti chi dice che non dobbiamo pagare i debiti?“.
Ma è possibile che all’interno del centrosinistra, al di là di quel principio unitario che Bersani si sforza di mantenere, non si riesca a raggiungere un’unità di intenti?
Le primarie e le coppie gay costituiscono ancora motivi di tensione e di disaccordi. Eppure si parla di questi argomenti ormai da anni. Finché all’interno dei partiti continueranno a rimanere questi scontri, non c’è futuro per il nostro Paese.
Più che pensare ai loro disaccordi, i politici dovrebbero operare unitariamente per il bene dell’Italia, mettendo in atto tutte quelle strategie necessarie per aiutare il nostro Paese a superare un momento di grave difficoltà economica e occupazionale.
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Sab 14/07/2012 da Gianluca Rini









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