Ballottaggio Roma 2013: vince Ignazio Marino

Ballottaggio Roma 2013: vince Ignazio Marino

Ballottaggio Roma 2013: Marino ed Alemanno al voto

Dopo il ballottaggio a Roma 2013, Ignazio Marino è il nuovo sindaco della capitale. Marino ha ottenuto il 63,93% delle prefenze degli elettori, mentre Gianni Alemanno si è fermato al 36,07% dei voti. Sulla complessità del quadro politico a Roma era intervenuto di recente l’imprenditore Alfio Marchini, il quale si era candidato anch’egli per la carica di sindaco nella capitale. Marchini, a proposito del ballottaggio, ha commentato che serve una discontinuità, facendo presente che è difficile che questa possa arrivare da Alemanno. Inoltre aveva illustrato 12 punti programmatici, eventualmente anche per un appoggio, assicurando la conquista dei voti dei suoi sostenitori.

  • Alemanno e Marino
  • Marino al voto
  • Marino dopo il voto
  • Marino arriva al seggio
  • Marino al seggio

Alemanno per tutta risposta aveva spiegato che rivendica tutto ciò che ha fatto e che occorre basarsi su una partecipazione al voto, considerando anche l’alto livello di astensione. Riepiloghiamo i dati che sono sortiti in seguito al primo turno delle elezioni. In testa c’era Ignazio Marino, con il 42,60% delle preferenze. Seguiva Gianni Alemanno, con il 30,27%. Il Centro-Sinistra può godere di un grande consenso popolare. In modo particolare, il Partito Democratico è stato accolto come la prima forza politica nella capitale, avendo a suo favore 267.605 voti al primo turno.
All’interno della coalizione di Centro-Sinistra la lista civica Marino Sindaco ha totalizzato al primo turno 75.494 voti, Centro Democratico 14.735 e Sinistra Ecologia e Libertà 63.728. Altri 6.299 voti sono andati, sempre al primo turno, ai Verdi ecologisti e reti civiche e infine 5.853 al Partito Socialista Italiano.

Candidati
Percentuale
Ignazio Marino
63,93 %
Gianni Alemanno
36,07 %

Affluenza alle urne

Alle 15 di lunedì l’affluenza è stata del 45,05% (al primo turno era del 52,81%). Alle 22 di domenica 9 giugno si è riportata la seguente affluenza alle urne: 32,30% (al primo turno alle 22 la percentuale era del 37,69%). Alle 19 la percentuale è stata del 23,49% (alla stessa ora del primo turno il dato era del 29,79%). Il precedente dato, registrato alle ore 12, è stato del 8,26%. Al primo turno a quell’ora l’affluenza era stata del 9,32%.

Domenica
ore 12
Domenica
ore 19
Domenica
ore 22
Lunedì
ore 15
Roma
8,26%
23,49%
32,30%
45,05%

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Sommario
  1. Il ballottaggio
  2. Il primo turno

Lun 10/06/2013 da

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Giuseppina Virgillito 7 giugno 2013 10:24

Le elezioni amministrative romane sono fortemente condizionate dalla sanità. Da decenni il Pil della capitale è ancorato agli operatori sanitari ed alle strutture sanitarie, oltre che all’immenso indotto che vi gravita intorno: cooperative, onlus, associazioni, operatori privati, badanti. Nel 1970 a Roma esistevano i sette Ospedali Riuniti, due Policlinici universitari ed il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, oltre all’Idi, all’epoca con molti meno posti letto, e ad alcune cliniche private. Cinque Facoltà di Medicina, due di Psicologia ed una miriade di Facoltà private, anche pontificie, orientate a produrre personale di assistenza, sono decisamente troppe per una città che ha visto la sua popolazione residente diminuire dai tre milioni di 40 anni fa ai poco più di due milioni e mezzo rilevati all’ultimo censimento. L’ipertrofia di strutture accreditate prosciuga le risorse della Regione e richiama nella capitale moltissime persone desiderose di carriera e vantaggi economici a prescindere dal merito. A poco a poco il lavoro delle strutture pubbliche si è orientato verso la moltiplicazione degli utenti, molti dei quali vengono indirizzati al privato. Io, medico laureato nel 1970, da un certo punto in poi sono stata fortemente mobbizzata sul lavoro e penalizzata sulla carriera. Un legale che consultai mi disse:”non si può lavorare come trent’anni fa, bisogna pensare ai professionisti privati.” Nel 2010 sono stata rottamata con la legge Brunetta e collocata in pensione d’ufficio. Avverso il preavviso di rottamazione avevo proposto un ricorso dinanzi al Tribunale del Lavoro e l’avevo vinto, ma la Asl contattò il mio legale e costui mi abbandonò. In questi ultimi anni mi giunge notizia che i miei ex colleghi non prendono più in cura nessun paziente ma si limitano a produrre diagnosi rimandando poi all’accreditato od al privato.
Con il centrodestra ed il piano di rientro si sono eliminati doppioni, si sono riconvertite strutture e si è ridotta la spesa, ma soprattutto si è creato un fortissimo malcontento in quella giungla di cooperative, onlus, associazioni, privati e badanti che traevano il loro reddito dall’assistenzialismo e dalla cronicizzazione delle patologie, e questo è l’elettorato della sinistra. Psichiatri e psicologi, che a Roma sono moltissimi, vivono spesso sulla mancata diagnosi e terapia di malattie fisiche, mal diagnosticate come disagio psichico. Cognitivismo, reumatologia, fisiatria sono indirizzi recenti che di malessere e disagio si nutrono. E come medico non penso che tutte le diagnosi di neoplasia annualmente effettuate siano veritiere, ma sulle neoplasie vivono interi reparti e schiere di strutture di assistenza. Così il malcontento da diminuzione del guadagno ha portato alla sostituzione del presidente dell’Ordine dei Medici Falconi con il sindacalista Lala, alla sostituzione del presidente della Regione Lazio Polverini con Zingaretti e porterà ora alla sostituzione di Alemanno con Marino. Certo, nomadi ed extracomunitari aumenteranno in città: ma, poichè hanno diritto all’assistenza sanitaria, assicureranno i posti di lavoro. Il Comune ripristinerà i sussidi per i nomadi che mandano i figli a scuola e ciò assicurerà reddito assicurerà reddito sia alle maestre che mettono a punto progetti sui nomadi, sia alle moltissime associazioni che dai nomadi traggono sostentamento grazie a sussidi comunali. Vi saranno moltissimi progetti sul sociale e sul disagio psichico dei rifugiati stranieri, e vale la pena ricordare che la metà degli extracomunitari che arrivano in Italia si fermano a Roma. Sarà ripristinato quel variopinto intreccio di pseudopsicologia e di becero assistenzialismo che, con il placet del Vaticano, ha arricchito tanta gente. Certo, anche Ratzinger, fine teologo, è stato mandato in pensione.
E noi? Noi ci stiamo estinguendo. A Roma i residenti sono molto al disotto dei tre milioni del 1970. In Italia siamo sotto i 56 milioni, mentre aumentano vertiginosamente gli stranieri. Non siamo troppi in senso assoluto ma siamo troppi per quel progetto che vuole un’Italia multietnica e variopinta in cui gli stranieri, acquisita la cittadinanza italiana, votano per il centrosinistra e riempiono piazza San Pietro la domenica e gli autoctoni, pieni di acciacchi, si fanno assistere a domicilio dalle cooperative o pagano la badante. Un popolo di malati, diceva Alessandro Magno, non è combattivo. Un ufficiale francese, durante la prima campagna d’Italia di Napoleone, scrisse a Parigi:”Roma è abitata per un terzo da preti, per un terzo da statue e per un terzo da mendicanti”. Adesso sarà abitata per un terzo da medici e paramedici, per un terzo da malati e per un terzo da stranieri.

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Orazio 7 giugno 2013 14:44

Qualcuno ha visto il confronto tra Alemanno e Marino andato in onda ieri su SKY? Io che non ce l’ho ho la possibilità di rivederlo stasera alle 23 su Cielo TV! http://www.cielotv.it/programmi/il_confronto_speciale_campidoglio.html

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