Beppe Grillo come Berlusconi: “Rosy Bindi non sai cos’è il sesso”

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Beppe Grillo ha attaccato duramente Rosy Bindi sui matrimoni gay in un post pubblicato sul suo blog. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha rispolverato la stessa tecnica usata da Silvio Berlusconi: l’offesa personale. «La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, – ha scritto il blogger genovese – ha negato persino la presentazione di un documento sull’unione civile tra gay. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini». Una triste e infelice battuta di Grillo, sulla vita privata di un politico ma in primis di una persona, che ha portato il dibattito pubblico politico sugli stessi bassi livelli di Silvio Berlusconi.

Beppe Grillo rispecchia a pieno il linguaggio crudo e offensivo di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere è stato infatti protagonista di tante battute infelici nei confronti dell’attuale presidente del Partito Democratico, Rosy Bindi. Agli inizi di ottobre 2009 durante la trasmissione di Raiuno “Porta a Porta” condotta da Bruno Vespa, Berlusconi è intervenuto telefonicamente sulla questione Lodo Alfano puntando tutto sull’aspetto fisico dell’onorevole Rosy Bindi che era presente in studio: «Lei è più bella che intelligente».

Il Cavaliere ha sempre valorizzato la bellezza delle donne in politica. Silvio Berlusconi vuole solo belle donne al Governo, anche se forse nelle ultime settimane ha cambiato idea. Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare della sospetta epurazione che l’ex capo di Governo sta tentando di fare all’interno del Popolo della Libertà. A rischiare più di tutte è la sua “concubina” Nicole Minetti, grande protagonista e organizzatrice delle feste a luci rosse nelle ville di Berlusconi e che attualmente ricopre l’incarico di consigliere regionale della Lombardia. Oggi forse la battutaccia di Grillo, Berlusconi non l’avrebbe mai detta perché sta cercando di rilanciare l’immagine “casta” del suo partito.

Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi nei confronti della Bindi hanno sempre sollevato una marea di polemiche e indignazione con tanto di cortei e manifestazioni pubbliche (indimenticabile l’iniziativa “Se non ora quando?”). E’ stato a sua volta giustamente criticato da tutti, giornali e media compresi. Non si è però registrato finora lo stesso fronte comune (fatta eccezione per “L’Unità”) contro Grillo. Tutti preferiscono tacere. Come mai questo silenzio? La battute di Grillo sono meno offensive di quelle di Berlusconi?

Le dichiarazioni infelici di Grillo nei confronti del presidente del PD sono nate dopo che l’IdV ha depositato una proposta di legge in Parlamento sul pieno riconoscimento dei matrimoni omosessuali in Italia. Anche il leader del Movimento Cinque Stelle ha deciso di prendere posizione. Negli ultimi mesi Grillo è finito nel mirino del movimento gay poiché aveva rilasciato alcune battute omofobe durante un comizio a Bologna e non si era voluto sbilanciare su questa tematica durante una recente intervista al quotidiano israeliano “Yedioth Ahronot”.

Ora il leader del M5S si è schierato a favore delle nozze gay con un post pubblicato sul suo blog in cui attacca senza peli sulla lingua il Partito Democratico che ha sempre sfruttato la strategia dell’ambiguità per acchiappare voti dal mondo glbt (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) senza far nulla di concreto. All’ultima assemblea del PD c’è stato un duro scontro anche sui diritti gay a tal punto che la spaccatura del partito continua a tenere banco sui quotidiani e in Rete. Il PD purtroppo ha perso un’altra ghiotta occasione per staccare la spina alle richieste incessanti del Vaticano. Ma i teodem e cattolici conservatori democratici sono ancora in maggioranza.

«Questi farisei, sepolcri imbiancati spruzzati di un rosso antico ormai stinto, - ha scritto Grillo sul suo blog riferendosi agli esponenti del PD – pretendono di dettare le regole della morale. Una Bindi, un Bersani, un Rutelli. Quanti sono gay nel pdmenoelle e non lo dichiarano? Fate outing vi farà bene. I vostri nomi sono già conosciuti. Non c’è nulla di male a essere gay. Fa invece schifo negare diritti sacrosanti per un pugno di voti. La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, – ha continuato il leader del Movimento Cinque Stelle – ha negato persino la presentazione di un documento sull’unione civile tra gay. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini».

Il fondatore dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha invitato i deputati democratici che hanno denunciato la chiusura del PD in tema di diritti civili a sostenere e sottoscrivere la proposta di legge dell’IdV sui matrimoni gay anche in Italia in quanto i diritti della persona sono l’elemento qualificante per ogni democrazia e dovrebbero essere condivisi da tutto il centrosinistra, senza tentennamenti.

Il leader di Sinistra ecologia Libertà, Nichi Vendola, ribadisce la sua posizione sui matrimoni gay mediante un tweet: «Crolla il muro dell’ipocrisia. E la politica è costretta a fare i conti con la richiesta sacrosanta del matrimonio gay. Finalmente. Sono per il diritto a matrimonio gay perché il Medioevo italiano è durato fin troppo. Basta con frammenti di diritti, vogliamo diritti interi, eguali per tutti». Il presidente dell’Arcigay, Paolo Patanè, ha elogiato la presa di posizione di Grillo e ha attaccato Bersani del PD poiché “i diritti non si concedono a scaglie o per elemosina, ma nella loro interezza per autentico rispetto delle persone e delle loro vite“. La rivoluzione gay in Italia sembra essere dietro l’angolo. Il Vaticano è in allarme e i finti bigotti del PD, PdL, Udc e Lega Nord non sanno più che pesci prendere.

C’è da dire però che l’autorevole esponente del Partito Democratico, Rosy Bindi, non è mai stata tenera nei confronti dei diritti e delle esigenze del mondo gay soprattutto nel recente passato. Si è schierata contro i DICO (proposta di legge per difendere i diritti delle coppie di fatto gay ed etero) durante il Governo Prodi dichiarando: “Ho avuto paura con i DICO di dannarmi l’anima“. Si è schierata contro la legge che combatte l’omofobia e sempre durante l’ultimo esecutivo Prodi escluse i gay dalla conferenza della famiglia, dichiarando che non sono un tipo di famiglia e non hanno diritti genitoriali. A tal punto che durante quella conferenza alla domanda “perché è contraria all’adozione ai gay” la Bindi rispose: “E’ meglio che un bambino resti in Africa, piuttosto che essere adottato da una coppia omosessuale“.

Anche l’anno scorso durante la riunione della Commissione diritti del PD, in cui Paola Concia era relatrice sul riconoscimento delle coppie gay, Rosy Bindi aggredì verbalmente la deputata omosessuale del suo partito con tanto di “rompicoglioni” e “ci vuole lo psicologo” andando a toccare la sfera privata della Concia e in particolar modo il suo orientamento sessuale.

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Lun 16/07/2012 da Domenico Giampetruzzi in

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