Beppe Grillo istiga al razzismo, fa la vittima e poi scivola su Facebook [VIDEO]

Beppe Grillo istiga al razzismo, fa la vittima e poi scivola su Facebook [VIDEO]

Festa del Movimento 5 Stelle

Quando parliamo di Beppe Grillo c’è da aspettarsi di tutto. L’ex comico è arrivato anche ad istigare al razzismo, scagliandosi contro gli immigrati e incitando alla violenza. Lo ha fatto nell’ambito di un monologo inserito all’interno di un suo spettacolo del 2006, che è stato ampiamente diffuso in rete e che ha ricevuto le accuse di xenofobia. Di contro Beppe Grillo non ha esitato ad affermare che i media e i politici vogliono eliminarlo. A tal proposito ha pubblicato un post dal titolo “I due minuti dell’odio”. Grillo è intervenuto in questo modo sul suo blog dopo che sono stati pubblicati da parte dell’Unità e de Il Giornale due articoli che sono proprio dedicati al leader del Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo ha reagito a tutto questo dichiarando espressamente che secondo lui lo scopo è quello di creare dei mostri da abbattere, in modo da mantenere lo stato di fatto. L’ex comico genovese ha fatto riferimento addirittura ad un attentato nei suoi confronti.

Di preciso le parole di Grillo sono state queste: “Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere, come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina“.

Grillo istiga o è vittima dell’istigazione da parte dei media? Non sarebbe difficile giudicare, perché spesso il leader del Movimento Cinque Stelle mostra un suo atteggiamento vittimistico che è difficilmente credibile, visto ciò che dice.

Anche se molti lo hanno difeso, affermando che il monologo contro gli immigrati andava comunque contestualizzato, è difficile comunque ammettere che Grillo sia un bersaglio dei media e dei giornali non a ragione.

Insomma, forse Grillo in certi casi se l’è proprio cercata. Eppure Grillo non ha risparmiato neanche in particolare i media sulla paternità del simbolo del Movimento Cinque Stelle, che spiega come sia registrato a suo nome e non a nome della Casaleggio Associati.

A questo proposito Grillo era stato accusato di pubblicità non trasparente. Le reazioni comunque non sono mancate, perché alcuni hanno anche accusato Grillo di fare troppo vittimismo. In effetti Grillo fa riferimento a dei complotti, dimenticandosi che esistono delle emergenze nazionali, sulle quali bisognerebbe agire, cercando di fare qualcosa di concreto.

In seguito alle ultime elezioni amministrative il movimento di Beppe Grillo ha ottenuto un discreto successo, anche perché ha voluto presentarsi come un movimento nuovo, aperto a varie possibilità, a metodi in qualche modo “rivoluzionari” per affrontare la difficile situazione in cui versa il nostro Paese.

Eppure adesso non sembra ricambiare in maniera seria quella fiducia che gli Italiani hanno accordato agli esponenti del Movimento Cinque Stelle. Fare del vittimismo non aiuta la politica, ma non aiuta nemmeno il nostro Paese ad uscire dalla crisi economica e dalla crisi occupazionale.

Per affrontare e superare questi problemi occorre unità di intenti fra le varie forze politiche: non fa certamente bene trincerarsi dietro a fantomatici bersagli, di cui ci si ritiene vittime. Beppe Grillo dovrebbe esserne consapevole prima di dire: “Il rito quotidiano dell’odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al Movimento Cinque Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente“.

La vicenda di Beppe Grillo, comunque, ha assunto anche altri toni, perché ci sono stati altri sviluppi, che fanno riflettere su come i nostri connazionali siano pronti a credere di tutto, specialmente quando si trovano a che fare con un personaggio politico così “sopra le righe“.

Il gruppo Rimini Cinque Stelle ha messo a punto una finta prima pagina del Corriere della Sera, che riporta una inesistente intervista ad un compagno di classe di Grillo, che rivela tutte le marachelle compiute dal leader del Movimento Cinque Stelle.

beppe grillo facebook finta prima pagina

In particolare si afferma che Grillo era solito suonare il campanello e poi scappare via. La finta prima pagina è stata pubblicata sulla fan page di Grillo e in molti l’hanno presa per vera. Molti sono stati i commenti furiosi nei confronti del quotidiano, attaccato violentemente dai sostenitori di Grillo.

Probabilmente Beppe Grillo non doveva dare per scontato che tutti i suoi sostenitori fossero a conoscenza della vicenda sulla presunta istigazione al razzismo.

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Dom 09/09/2012 da

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Fabrizio mascioli 9 settembre 2012 17:41

Si sta scatenando un vero e proprio polverone sull’ unica speranza che abbiamo in Italia di cominciare a ragionare e a fare cose serie non per pochi ma per tutta questa nostra [povera] collettività. Ma a voi sembra giusto estrapolare alcune frasi ad effetto nel bel mezzo di uno spettacolo e farne scempio solo per demolire chi fondamentalmente incarna i pensieri di quella gran parte del nostro [povero] paese che ha ancora una testa per pensare. Avanti Beppe il tuo essere populista ci piace e intanto la politica con le p. minuscola si sta rimettendo [ahinoi] in moto. Sic stantibus rebus…..

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