Costi della politica, la commissione Giovannini getta la spugna: “Troppi vincoli”

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Camera.Taglio degli stipendi dei deputati

La commissione Giovannini che doveva pronunciarsi sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici ha dato forfait per i numerosi ostacoli legislativi imposti dal Parlamento. Il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, e l’apposita commissione da lui presieduta si sono arresi poiché è impossibile fare un raffronto tra gli stipendi pubblici Ue e quelli italiani. Il mandato è stato rimesso nelle mani del Governo Monti.

Aggiornamento a cura di Domenico Giampetruzzi

Il rapporto della commissione Giovannini sul tetto per gli stipendi di organi costituzionali e di enti della Pubblica amministrazione è andato dunque a farsi benedire per diverse motivazioni: i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri Paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati. Palazzo Chigi ha fatto sapere che proseguirà e completerà nel più breve tempo possibile il percorso avviato nel luglio 2011 dalla commissione Giovannini al fine di contenere le retribuzioni dell’alta dirigenza nei limiti del tetto previsto. E per gli stipendi faraonici dei nostri cari parlamentari? Il Governo Monti non vuole scendere nella mischia e delega tutto al Parlamento che ovviamente non potrà andare troppo contro gli interessi degli stessi onorevoli.

stipendi parlamentari italaini e media ue

Il Parlamento italiano è il più caro d’Europa. Di chi è colpa?

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Non sono i parlamentari, ma il Parlamento italiano con la sua pesante struttura a gravare enormemente sulle tasche dei contribuenti e, per la precisione, a chiederci 27,15 euro a testa contro gli 8,11 euro necessari al francese, i 4,18 euro all’inglese e i soli 2,14 euro allo spagnolo.

Un nuovo studio, dopo quello presentato ad inizio Gennaio dalla Commissione presieduta da Giovannini sui compensi di senatori e onorevoli, valuta in profondità quanto ci costa la politica: Francesco Grillo della London School of Economics e Oscar Pasquali, analizzano per Vision gli esborsi dovuti al personale di servizio altamente specializzato (dagli stenografi ai barbieri) e scopre che esso arriva ad avere una busta paga talvolta più corposa di quella degli stessi governanti: ad esso andrebbe infatti imputato il 42,8% degli oneri contro il 23,8% di quanto diamo ai parlamentari.

Quanto leggiamo nel rapporto di Grillo e Pasquali ci dà la misura di come l’Italia sia amministrata in modo non razionale e coerente, trascinando ed esasperando da decenni i privilegi di alcune categorie e perdendo di vista il disegno globale di macchina statale equilibrata, coordinata ed efficiente.

Nella relazione, infatti, viene indicato come “i cinque grandi parlamenti nazionali d’Europa, Germania, Francia, Inghilterra, Italia e Spagna, costano 3,18 miliardi di euro l’anno, ma il Parlamento italiano spende più della somma degli altri quattro messi insieme”.

Se poi vogliamo addentrarci nei particolari per controllare quali sono le voci di spesa che più appesantiscono il bilancio parlamentare osserviamo che “più del 40% delle risorse del nostro palazzo sono assorbite dal personale della Camera. Stenografi o commessi che individualmente arrivano, al massimo dell’anzianità, ad avere stipendi superiori ad alcune delle più alte cariche dello Stato”.

Altro dato sconvolgente del quale ci informano i due ricercatori è la misura con la quale in Italia i suddetti costi sono cresciuti in modo vertiginoso nel periodo dal 2005 al 2011 – e si suppone che continuino a farlo fino a quando non sarà imposto un cambio di politiche netto e decisivo – rispetto agli altri Stati presi in esame: se nella virtuosa Francia il ritmo di incremento è di 5,5, in Spagna del 7%, in Inghilterra del 12,6%, in Germania del 20,6%, nel Bel Paese arriviamo a 75,6%.

Ecco dunque che la riorganizzazione del personale delle Camere deve essere un ulteriore capitolo di spesa da snellire assieme ai finanziamenti pubblici ai giornali di partito e ai super stipendi degli amministratori nelle regioni a Statuto speciale.

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Gio 05/04/2012 da

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