Davide Boni, oltre 1 milione di tangenti: i pm chiedono l’incidente probatorio

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Davide Boni avrebbe ricevuto 1 milione e 150mila euro in quattro diverse tangenti nell’ambito delle autorizzazioni edilizie nella Regione Lombardia. L’atto di accusa è stato formalizzato dalla Procura di Milano nei confronti dell’esponente della Lega Nord, accusato di corruzione. Per questa accusa si è dimesso dall’incarico di presidente del Consiglio regionale della Lombardia lo scorso 17 aprile.
I pm Alfredo Robledo e Paolo Filippini sono pronti a chiedere l’incidente probatorio tra i due principali accusatori, Michele Ugliola e Gilberto Leuci, e l’esponente del Carroccio. Davide Boni ha sempre respinto ogni accusa avanzata da Ugliola e Leuci. Le accuse sono circostanziate al periodo (tra il settembre 2008 e il dicembre 2009) in cui era responsabile del Territorio nella precedente Giunta. Sono in tutto sei gli episodi contestati a Boni: dalla realizzazione di un centro commerciale in località Albuzzano (Pavia) alle pratiche per le tre aree di proprietà dell’immobiliarista Luigi Zunino (la Falck di Sesto San Giovanni, l’ex Sisas di Pioltello e Santa Giulia di Rogoredo), dalla pratica dell’area “Marconi 2000″ di Varedo all’autorizzazione integrata ambientale per una discarica di amianto da realizzarsi a Lonate Pozzolo da parte della Krisalide Srl.
Davide Boni annuncia le dimissioni: la Regione Lombardia perde ancora pezzi

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Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, ha deciso di rassegnare le sue dimissioni. Il politico era stato raggiunto da un avviso di garanzia, perché implicato in una vicenda di tangenti. Ieri c’è stato un incontro nella sede della Lega Nord in via Bellerio a Milano tra Boni e Calderoli. Proprio in seguito a questo incontro è maturata la decisione di dimettersi. Maroni insiste molto sul rinnovamento generazionale del partito e infatti si è deciso che Boni verrà sostituito da un giovane consigliere.
Il favorito sarebbe Massimiliano Romeo, eletto nel collegio di Monza e Brianza. Boni era stato coinvolto nello scandalo sanità in Lombardia e in seguito a tutto ciò ha deciso di lasciare il suo incarico, dopo le numerose polemiche che erano seguite al suo coinvolgimento nella situazione illecita.
La voce delle dimissioni di Boni circolava ormai da alcuni giorni nell’ambiente regionale. L’annuncio ufficiale è stato dato alle 14 in occasione di una conferenza stampa. Si sa comunque che Boni non si è dimesso a causa di pressioni da parte della Lega Nord. Infatti anche l’incontro con Calderoli si è concluso lasciando carta bianca all’ex presidente del Consiglio Regionale della Lombardia.
La decisione di Boni sarebbe frutto di un’azione personale ed è seguita a quella di Renzo Bossi e di Monica Rizzi. In ogni caso Davide Boni oggi si è presentato al lavoro come al solito, quindi a livello formale le sue dimissioni arrivano solo successivamente.
Roberto Maroni ha spiegato, nel corso di un’intervista alla locale Radio Pianeta: “Davide Boni si è dimesso, è un gesto apprezzabile, sottolinea questo nuovo corso che la Lega ha preso“. Secondo Maroni in Lombardia si deve lasciare spazio ai giovani: “Voglio che in Regione Lombardia si affermi il nostro nuovo principio: largo ai giovani. Ne abbiamo tanti, sceglieremo un giovane che vada a presiedere il consiglio regionale“.
Boni ha precisato in una nota che le dimissioni derivano da una sua scelta personale, in assenza di “qualsivoglia nuovo elemento riguardante le indagini che mi hanno mio malgrado coinvolto“. La sua decisione deve essere rapportata alle recenti dimissioni di Bossi, che secondo Boni ha fatto un passo indietro “per agevolare una serena condizione politica per il movimento“.
Per questo motivo Boni ha deciso di seguire l’ex segretario della Lega: “Se fa un passo indietro lui, diviene un imperativo morale per me seguirlo“. Sul caso Formigoni ha aggiunto: “Il Presidente Formigoni avrà tutta la possibilità di spiegare le cose che devono essere spiegate“.
Boni ha spiegato, nel corso della conferenza stampa, di aver preso la decisione negli ultimi giorni: “La mia è stata una scelta sofferta e maturata in questi ultimi giorni. E’ una decisione che ho preso con me stesso e che ho condiviso con la mia famiglia. Per la prima volta non ho obbedito né a Bossi, né a Maroni né a Calderoli“.
E le dimissioni ufficiali arrivano il giorno dopo l’incontro con Umberto Bossi, che Boni spiega di aver visto nella sede della Lega in via Bellerio a Milano: “Ho incontrato Bossi che mi ha rinnovato la sua fiducia, ma io ho deciso comunque di fare questo passaggio e di dare le dimissioni da presidente del consiglio regionale anche se la mia situazione dal punto di vista delle indagini non è cambiata, è rimasta quella di 5 settimane fa quando è arrivato l’avviso di garanzia“.
Boni ha anche detto qualche parola relativamente ad esponenti politici del centrosinistra che, seppur indagati, non hanno rassegnato le proprie dimissioni: “Il mio pensiero in questo momento va a Nichi Vendola e Vasco Errani. Io questo passaggio l’ho fatto, qualcun altro evidentemente non se la sente“.
Sale a tre nel corso dell’ultima settimana il numero degli esponenti della Lega Nord che si sono dimessi dal Consiglio Regionale. Dopo Renzo Bossi, è toccato a Monica Rizzi, assessore allo Sport, che si è dimessa ieri su consiglio del partito.
Caso Boni, un testimone ammette: “Tangenti per Lega e Forza Italia” [FOTO]
Un testimone del caso Boni ammette che alla Regione Lombardia le tangenti sarebbero andate ai partiti della Lega Nord e di Forza Italia. Il testimone in questione è l’imprenditore indagato Gilberto Leuci che, secondo l’accusa, era il mediatore fra gli imprenditori e i politici: “Sono a conoscenza che i soldi dovevano essere ripartiti per quota ai partiti della Giunta Cassanese, in particolare la Lega e Forza Italia”. Queste dichiarazioni sono state rese nel corso di un interrogatorio in cui Leuci, cognato dell’architetto Ugliola, grande accusatori di Davide Boni, ha parlato del sistema di tangenti che vigeva all’interno della Regione Lombardia. La Procura ne ha registrato la posizione ammettendolo alla lista degli indagati.Il sistema di tangenti alla Regione Lombardia doveva necessariamente passare attraverso la segreteria di Davide Boni, dove il segretario Ghezzi riceveva le mazzette da consegnare. Gilberto Leuci ha svelato alla Procura di Milano che l’amministratore delegato della Serenissima Sgr si era reso conto che, per ottenere lavori pubblici, bisognava pagare dazio a Davide Boni per il tramite del suo segretario Ghezzi. Questi non facevano altro che indirizzare il suddetto manager sia a lui sia all’architetto Ugliola.
Gilberto Leuci ha dichiarato ai magistrati che le operazioni nelle quali ha percepito il denaro sono state almeno dodici. Operazioni che, tradotte in denaro, sono state calcolate in circa un milione e mezzo di euro, somma presa dai diversi imprenditori. Poi, Leuci e Ugliola avrebbero trattenuto circa un quarto delle somme per loro, a titolo di pagamento. L’imprenditore ha spiegato alla Procura il metodo di spartizione delle tangenti alla Regione Lombardia: “La quota per i politici, di due terzi, era gestita dall’architetto Ugliola”.
Poi, Leuci ha spiegato i ruoli del vicepresidente Davide Boni e del suo segretario Dario Ghezzi: “Non so per Forza Italia, ma so che Boni e Ghezzi erano i politici con cui Ugliola aveva i rapporti più stretti e dai quali riceveva egli stesso copertura”. La Procura di Milano, dunque, ha ottenuto per certo che il presidente Boni era coinvolto pienamente del caso delle tangenti alla Regione Lombardia.
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Lun 09/07/2012 da Domenico Giampetruzzi in Corruzione, Davide Boni
il privilegio di governare il paese ,la regione o il comune comporta l’onere di una condotta morale ineccepibile, mentre sembra che per gli eletti a qualsiasi manzione autorizzi a far cassa in qualsiasi modo.IL loro primo obbiettivo è quello di rientrare dei soldi spesi per la campagna elettorale
Rispondi Segnala abusoLa sinistra pensa che tutti mollerano come ha fatto stupidamente Craxi dopo lo scandalo di Tangentopoli, che nella realtà i corruttori erano i democristiani ed i comunisti. Proprio l’es. di costui deve far desistere di cedere ma rafforzare la Lega con la sua vittoria alle amministrative. E’ solo questo che deve fare la Lega Nord . Una bella campagna elettorale dicendo tra le altre cose che.La Lega viene accusata da coloro che hanno la trave nell’occhio e non una pagliuzza che anell’occhio avrebbe la Lega, e tirare avanti, proseguendo la propria campagna elettorale.
Rispondi Segnala abusoBossi un consiglio, lasci dire quello che vuole la sinistra e vada avanti. con la sua politica. Come es. ha il PDL che per quasi 20 anni sotto tiro della sinistra, ma se ne infischia di quanto sidice sul PDL. Non molli vada avanti e rimfacci loro che i primi corruttori sono i catto-comunisti ora insieme nel PD:
Rispondi Segnala abusoCiao,
si accontentassero di rientare delle somme spese in campagna elettorale. Questi continuano a mangiare senza fermarsi più. Hanno la mente offuscata dal dio denaro e vendono l’anima al diavolo pur di ottenerlo, calpestando tutto e tutti.
Be’ che dire della sinistra che ancora non ha smesso e sono più di cinquant’anni che arraffa dove può? Gli altri venuti dopo non sono da meno è vero, però diciamolo in maniera minore e di un bel pò. Vedasi La Lega che si porta a casa un milione e mettiamoci pure il PDL, mentre la Margherita ad es. come si ritrova tutti quei milioni da spendere a tutta callara e tanti ancora ne dispone il partito?. Che dire dell’IDV che oggi si ritrova con circa 88 milioni di tesoretto, se ricordo bene quanto è stato detto a Ballarò? La destra farà man bassa, intanto denunciato dalla sinistra bisogna vedere fino a che punto è vero ma se fosse, si accontenta di molto meno a confronto della sinistra.
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Tutti i politici sono Boni a corrompere, quelli di sinistra, poi, sono i maestri i più incalliti per i tanti anni che lo hanno potuto fare e ancora non hanno smesso, ricordiamoci l’ultimo es. quello della Margherita, Adesso loro che tirano fuori queste storie di malaffare. Cari sinistri, i desrri, hanno imparato bene e subito la lezione, siete voi l’esempio della corruzione.
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