Decreto sanità Balduzzi, le novità sono a tutela della salute?

Decreto sanità Balduzzi, le novità sono a tutela della salute?
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Chigi   Consiglio dei Ministri

Dopo un lungo Consiglio dei Ministri è stato approvato il decreto sanità del ministro Balduzzi, che stabilisce delle nuove regole relative alla tutela della salute nel nostro Paese. L’obiettivo è proprio questo, secondo quanto ha spiegato, al termine del Consiglio, il Premier Mario Monti in una conferenza stampa che si è svolta nella tarda serata di mercoledì 5 settembre: “Un più alto livello di tutela della salute, facendo attenzione ai costi, è un asset produttivo per il Paese“. Le novità proposte dal decreto sono parecchie, a partire dai medici di famiglia che dovranno essere disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e passando per le sanzioni per chi vende tabacchi ai minorenni.

Il decreto sanità nel pre-consiglio della scorsa settimana era stato svuotato dai tecnici di gabinetto di Balduzzi, che hanno sollevato numerose eccezioni. Ecco perché il ministero della Salute ha rimesso mano al provvedimento. Innanzi tutto è stata cancellata l’imposta sulle bibite gassate ed è sparito anche un altro punto importante della bozza: l’obbligo di mantenere una distanza minima tra le sale giochi e le scuole. Confermate sono le norme sulle cure primarie, sulla responsabilità professionale, sulle nomine dei manager e dei primari e sui farmaci.

L’articolo 7 del decreto riguarda la limitazione degli spot dei giochi. Vengono infatti introdotti dei limiti molto rigidi relativamente alla pubblicità di lotterie e scommesse. Ecco che cosa dice la bozza del decreto a questo proposito: “Sono vietate le comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche, dirette o indirette, che inducano all’acquisto di prodotti o alla partecipazione ad attività di gioco, quali lotterie, concorsi a premio, scommesse sportive, newlot o ad attività, anche online, comunque denominate finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente dal caso“.

Viene però cancellata la parte che riguarda la distanza minima tra sale giochi e scuole o ospedali, che inizialmente era stata fissata a 500 metri. Rimane comunque l’obbligo di distanza di 200 metri tra queste strutture pubbliche e punti vendita che permettono di partecipare a giochi che “prevedono la vincita di denaro“.

Possono però essere riviste alcune norme per procedere alla chiusura temporanea di centri dedicati al gioco, se si è “in presenza di fenomeni estesi di ludopatia, anche su segnalazioni dei sindacati“.

Tra i punti cardine della riforma sanitaria proposta dal decreto sanità del ministro Renato Balduzzi ci sono nuovi criteri per la nomina dei direttori delle aziende sanitarie. Cambiano il lavoro dei dipendenti ospedalieri con attività intra-muraria e l’organizzazione dei medici di famiglia.

Spiega il ministro: “Viene demandata alle Regioni la disciplina delle unità complesse di cure primarie privilegiando la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l’arco della giornata, nonchè nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione“.

In questo modo si creeranno degli ambulatori che “operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere, con la presenza di personale esercente altre professioni sanitarie già dipendente presso le medesime strutture, in posizione di comando ove il soggetto pubblico incaricato dell’assistenza territoriale sia diverso dalla struttura ospedaliera“.

Tra le altre norme previste dal decreto rimangono l’obbligo di dotazione di defibrillatori automatici per società sportive, professionistiche e dilettantistiche e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza che riguardano malattie croniche e rare.

Inoltre via libera alla tracciabilità dei pagamenti ai medici che svolgono attività intramuraria fuori dall’ospedale in assenza di spazi dedicati, niente più contante ma solo pagamenti effettuati con carte di credito, bancomat, bonifici e assegni. Le prestazioni avranno anche una tariffazione minima e massima. E’ previsto un prelievo del 5% da investire nella riduzione dei tempi d’attesa. In mancanza di spazi ospedalieri la Asl può prendere in affitto altre strutture o mettere a disposizione ambulatori esterni.

Subirà un aumento anche l’elenco delle malattie rare con cure a carico dello Stato, verrà disegnato un piano sulla non autosufficienza per le situazioni cliniche che presentano aspetti più difficili, da finanziare con la liberalizzazione di fondi ora utilizzati in altri settori. Non servirà invece la visita specialistica per fare attività fisica non agonistica, contrariamente a quanto comunicato in un primo momento.

Nel provvedimento si apprende la nuova tendenza alla trasparenza nella regolamentazione per le nomine dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale. Saranno in particolare le giunte delle Regioni, e non il singolo presidente della Regione a prevedere le nominegarantendo adeguate misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula, di trasparenza nella valutazione degli aspiranti” che dovranno avere “un diploma di laurea magistrale e adeguata esperienza dirigenziale, almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie e settennale negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie“.

Multe salatissime sono previste per chi vende tabacco ai minorenni: potranno arrivare fino a mille euro, che diventano duemila in caso di recidiva. E’ prevista anche la sospensione, per tre mesi, della licenza all’esercizio dell’attività. I rivenditori hanno dunque “l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta“.

La nuova bozza smentisce la proposta anticipata nei giorni scorsi di introdurre una tassa sulle bibite analcoliche e superalcolici con zuccheri aggiunti e con edulcoranti. Il ricavato, secondo il testo precedente, doveva essere destinato “al finanziamento dell’adeguamento dei livelli essenziali di assistenza“. Inevitabili sono state le polemiche delle industrie: “E perché non colpire le merendine?”. Il capogruppo Pdl in Senato, Maurizio Gasparri, aveva annunciato una ferrea opposizione, e voto contrario: “Balduzzi usa argomenti strumentali. Si tratta di un’imposta demenziale“, aveva detto il capo dei senatori.

In definitiva l’obiettivo dichiarato del decretone sulla sanità è promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute. Si prevede la chiusura immediata di enti considerati inutili, ad esempio la Fondazione Istituto Mediterraneo di ematologia, mentre verrà potenziato invece l’Istituto per la Promozione della Salute a popolazioni migranti: fino allo scorso aprile, e in pochi mesi, sono state oltre 134mila le persone assistite dall’ente.

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Gio 06/09/2012 da in

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Cesara 28 agosto 2012 13:17

Gli studi medici aperti 24 su 24 che risolverebbe?. E’ più logico creare dei centri di osservzione per un breve periodo aperto 24 ore per una prima diagnosi in ogni quartiere, poi arrivare al pronto soccorso ospedaliero. In questo modo, si, si snellirebbe efficacemente tutto l’apparato sanitario.

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? 5 settembre 2012 14:28

l’idea sarebbe ottima per quanto riguarda gli studi associati…ma bisogna vedere se poi i medici di base inviano i pazienti in pronto soccorso inutilmente. E la cosa funzionale sarebbe se in questi studi associati venissero inseriti anche gli infermieri. In tal modo si potrebbero erogare molte più prestazioni di competenza puramente infermieristica senza dover ricorrere al pronto soccorso.
O ancor meglio applicare in tutta Italia il sistema “see and treat” come già sperimentato e ben valutato in Toscana…visto il buon risultato di questo sistema perchè non allargarlo in tutta Italia?

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cicciobombo
Cicciobombo 28 agosto 2012 16:17

Tutto ciò che viene rivoluzionato in questo paese è sempre per avvantaggiare una lobby
mentre i mal celati privilegi della casta vengono mistificati come misure necessarie
per il bene sociale.
Questa volta la corporazione dei medici di base, tramite il decreto Balduzzi ancora una volta
cerca di celare un ulteriore tentativo di migliorare lo stato economico e di potere della categoria
mascherando il tutto come un “stiamo lavorando per voi cittadini!”.
Riduciamo il massimale ai medici di base!: un medico per 1500 assistiti giova solo a se stesso, tutti questi pazienti infatti gli fruttano uno stipendio di oltre tredicimila euro mensili;mentre il collega di guardia medica ne guadagna meno di 2000 euro.
E’ ovvio che un medico che segue meno assistiti non solo ne
migliora l’assistenza ma dà anche una maggiore opportunità ai giovani medici sottopagati!

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Cesara 6 settembre 2012 15:11

Staremo a vedere dopo questo decreto se funzionerà al meglio tutto l’apparato sanitario. Adesso vorremmo a chi di dovere, di far lavorare tutto il giorno, dalla mattina alla sera e non solo tre o quattro ore al giono, i giudici per smaltire i tanti processi inevasi

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Cesara 6 settembre 2012 16:49

Punto interrogativo. E’ sottinteso che questi centri di primo soccorso servono prorio ad accertarsi chi ha necessita di un ricovero ospedaliero, ma nello stesso tempo essere utile a chi ha bisogno di un medico anche nelle ore che gli studi rimangono chiusi.

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