Diretta video dal Senato: Letta chiude il dibattito

Diretta video dal Senato: Letta chiude il dibattito

Dibattito al Senato per la fiducia al Governo Letta: tutti gli interventi

Enrico Letta pone ufficialmente la fiducia sulla risoluzione a firma PD-Scelta Civica, legandola alla vita del governo. “Stanotte non ho dormito perché sapevo che sarebbe stata una giornata storica“. Inizia così la replica di Enrico Letta che sottolinea il “travaglio pesante e significativo che va rispettato” dei senatori che hanno preso la parola. Il premier parla di scelte difficile ed esprime vicinanza alla senatrice Paola De Pin, l’ex M5S che identifica per Letta il travaglio che sta attraversando il Parlamento. “Il rispetto per la persona è la base della democrazia sostanziale“, così Letta bacchetta il M5S. “Non ne posso più di lezioni di morale da chi minaccia le persone che hanno cambiato idea“. A interrrompere per un momento il premier è Domenico Scilipoti che urla dai banchi, costringendo il presidente Grasso a intervenire: “Si è voluto guadagnare nella diretta televisiva uno spazio, ha fatto bene“.

  • Fiducia al Governo Letta: il dibattito
  • Lello Ciampolillo
  • Luigi Compagna
  • Pierferdinando Casini
  • Riccardo Nencini

Letta che non si tira indietro dopo l’annuncio del PdL di votare la sfiducia e un gruppo di 23 senatori del Popolo della Libertà che invece appoggeranno il governo, e annuncia che andrà avanti per portare a termine i provvedimenti del governo con il lavoro che “sarà il cuore della nostra azione“.

Siamo di fronte a un passaggio che ci porta a raggiungere obiettivi molto difficili, perché cambiamo i numeri che sostengono il governo e perché la situazione del Paese è complessa, a partire dal semestre di presidenza europea dell’Italia. Saremo impegnati con la massima determinazione a non scadere su soluzioni di basso profilo“.

Ribadita la forza del governo e dei provvedimenti ricordando che “non è un rinvio se 5500 giovani hanno ottenuto una occupazione con il pacchetto per la defiscalizzazione del lavoro. Per loro è cambiata la vita grazie alle scelte fatte da noi“.

Oggi è una giornata storica per la democrazia“: si eviterà lo scioglimento delle Camere dopo il cambiamento dei numeri del governo. “Per il semestre italiano in UE bisogna porre fine alle diatribe interne. L’Italia deve prendere il posto di guida in Europa che le compete“.

Il discorso di Enrico Letta al Senato
“Nella vita delle nazioni l’errore di non saper cogliere attimo è irreparabile, parole di Luigi Einaudi, che riprendo davanti al Paese”. Così apre il suo intervento Enrico Letta davanti al Senato per richiedere la fiducia. Accanto a lui il vice premier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano.Ascolteremo il discorso di Letta, poi decideremo“, sono state le prime parole di Silvio Berlusconi arrivato in Senato “L’Italia corre un rischio fatale, sventare questo richio, cogliere o non cogliere attimo dipende da noi”. Quando cita il Presidente della Reubblica Giorgio Napolitano dall’aula si alza un lungo applauso:, la gratitudine va a lui per quanto fa per l’Italia, dice il premier che ricorda quanto richiesto dal Capo dello Stato, la compatezza e il monito del Parlamento a lavorare insieme per dare risposte al Paese. Letta sottolinea come gli esponenti del governo si siano mostrati leali e come oggi gli “italiani non vogliono più messe in scena, di un clima da ‘Sangue e arena’. Solo chi ha un’identità debole ha paura del confronto“.

Chiede trasparenza e ricorda che il suo governo è “nato in Parlamento e in Parlamento deve morire“. Arriva poi al punto, la decadenza di Silvio Berlusconi, che “ha sempre più condizionato il lavoro del governo“: Letta mette in fila cronologica gli eventi che hanno segnato gli ultimi giorni per chiedere, ancora una volta, di “separare le due questioni per salvare il Paese“. Quando parla di legalità e della preminenza della legge sulla persona, si alza qualche voce di dissenso. “In uno stato di diritto bisogna rispettare le sentenze”, ricorda Letta che passa in rassegna cosa significherebbe la crisi per il Paese.

Dovremmo rinunciare alla riforma della politica“, dice Letta: il riferimento è chiaro al Porcellum per cui, se si andasse al voto con l’attuale legge elettorale, si tornerebbe alle larghe intese. “Le elezioni rischiano di consegnare il paese a ingovernabilità. Possiamo costruire qualcosa di buono“, sottolinea il premier ricordando il lavoro delle Commissioni parlamentari impegnate per la stesura della nuova legge elettorale.

Per il Governo serve un nuovo patto. “Il Governo può continuare a vivere se è convincente nel suo programma, con un nuovo patto, con prospettive focalizzate sui problemi delle persone, delle imprese, del Paese. Abbiamo alle spalle una recessione senza precendenti, con la crisi abbiamo perso oltre 8 punti di Pil e un milioni di posti di lavoro, un vero cataclisma. È agli italiani che dobbiamo rispondere“, continua il premier che ricorda i prossimi appuntamenti di politica economica che dovrebbero attendere il governo. Tagli alle tasse sul lavoro che dovrebbero andare di pari passo con una politica di rientro dal debito che, ricorda Letta, non possiamo sforare. “L’indebitamento deve stare e starà entro il 3 percento“, come chiede l’Europa e i patti per il 2014 saranno rispettati.

Non siamo il governo del rinvio. Chi parla di governo del rinvio mente“, ricorda citando i provvedimenti dell’esecutivo. “In 5 mesi abbiamo attuato misure per il rilancio dell’economia“. Non di rinvii ma di serietà si parla: Letta elenca una serie di provvedimenti messi in atto dal governo. L’obiettivo è l’aumento di un punto del Pil nel 2014 ma senza arretrare nel risanamento dei conti. “Nel 2014 completeremo il tutto, l’eventualità di un governo debole impedirebbe di portare avanti le azioni di questi 5 mesi come il compimento del pagamento dei debiti della Pa alle imprese, il sostegno alla edilizia, iniziative per qualità della spesa pubblica. Queste azioni proseguiranno nell’ultimo trimestre dell’anno e nel 2014. Se avremo la fiducia Cottarelli sarà il commissario per la nuova fase della spending review“.

Abbiamo scelto la via della costruzione paziente di riforme destinate a durare oltre il nostro mandato. E’ una scelta che rivendico“. Si passa ad affrontare il tema scottante delle tasse con Letta che sottolinea come in 5 mesi gli italiani abbiano pagato meno. “Il nostro è un governo dei fatti, abbiamo messo in atto il primo sollievo fiscale“, dice, ricordando anche il dossier economico del rilancio presentato agli investitori stranieri e l’Expo 2015, “una grande sfida per il paese. Insieme possiamo nutrire l’Italia per farla crescere“.

Bisogna evitare che la disperazione si trasformi in conflitto“, ricorda il premier riferendosi alle sacche di povertà che sono sempre più grandi nel nostro Paese. Il Nord con le aziende e il rilancio dell’economia per aiutare gli imprenditori dalla concorrenza dei paesi dell’Est e della Svizzera, ma anche il Sud dove “la crisi ha un impatto devastante“: il premier snocciola i provvedimenti del governi già presi e da prendere. “Cultura ed educazioni saranno il cuore della nostra riscossa, devono essere il centro della nostra ripartenza. Anche da questo dipende il nostro futuro in Europa e nel mondo“.

Letta passa alla politica estera ricordando il lavoro fatto per la risoluzione della crisi in Siria, ma soprattutto mettendo in chiaro le scadenze della presidenza europea all’Italia, un “appuntamento che non possiamo mancare. Il 2014 sarà un anno decisivo con l’Italia alla presidenza UE“. Quando si pensa all’Europa “non si parli solo di compitini dati ma di guida che il nostro Paese dovrà dare alla UE”, dice Letta. “Abbiamo il diritto di sognare gli Stati Uniti d’Europa, per noi e per i nostri figli. Come si muore di austerità si muore di assenza di leadership” e per questo “abbiamo agenda ambiziosa per il 2014″.

All’estero non c’è influenza senza credibilità. Possiamo scegliere di chiuderci nel cortile dei nostri conflitti interni o possiamo scegliere diversamente. Dimostriamo all’Europa con il nostro semestre come il trattato fondativo dell’UE sia quello di Roma, firmato in Italia. Basta con la politica della trincea, concentriamoci solo sulle cose concrete che il paese ha il diritto di chiederci, conclude Letta che chiede ai senatori “coraggio e fiducia”. “Dateci fiducia per realizzare questi obiettivi, per la speranza“, una fiducia che “non è contro qualcuno ma per l’Italia“, prima di chiudere il suo discorso con una citazione di Benedetto Croce. “Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso”, chiude Letta, accolto dagli applausi scroscianti dell’Aula.

La crisi che ha attraversato la politica italiana in questi giorni passa anche da una possibile scissione all’interno del Pdl. Berlusconi chiede ai suoi di sostenerlo nella bocciatura dell’esecutivo, dopo le sue dichiarazioni molto precise di ieri, dove affermava con fermezza la sua volontà di porre fine al governo di larghe intese. La spaccatura però riguarderebbe proprio questa richiesta del cavaliere: i suoi sono disposti a seguirlo? Alfano, il braccio destro di questi mesi, avrebbe chiesto al Pdl di votare compatti la fiducia.

1550

Segui NanoPress

Mer 02/10/2013 da

Commenta

Ricorda i miei dati

I commenti possono essere soggetti a moderazione prima della pubblicazione, pertanto potreste non vederli direttamente online non appena li inviate. Se ritenuti idonei, verranno comunque pubblicati entro breve.

Pubblica commento
LASERJETT 2 ottobre 2013 13:19

ANDARE A VOTARE, CON LA SPERANZA CHE NON BASTA AVERE LA VITA PER SENTIRSI RICCHI, MA ANCHE VIVERLA IN MODO DECOROSO.

Rispondi Segnala abuso
Seguici

© 2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati.

NanoPress, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08