Olimpiadi Londra 2012, i rapporti fra giochi e potere

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Londra 2012, atmosfera olimpica

Le Olimpiadi di Londra 2012 stanno coinvolgendo molte nazioni. Non dobbiamo pensare che si tratta soltanto di un evento sportivo, perché in realtà dietro a questi giochi ci sono dei giochi di potere e delle relazioni internazionali, che da sempre hanno caratterizzato le gare sportive, a partire dalla loro storia più remota. Secondo lo storico Nicola Sbetti, specializzato in storia dello sport, le Olimpiadi possono essere considerate da un certo punto di vista lo specchio della politica, visto che nell’immaginario collettivo rappresentano l’idea di differenti Stati in competizione.

Da questo punto di vista viene rafforzato il meccanismo dell’identificazione con la propria nazione, sulla base di una coppia di significati contrari che secondo molti caratterizza la politica: i concetti amico / nemico, che in questo caso si traducono come avversari sportivi.

Le Olimpiadi estive moderne sono state rivalutate alla fine del XIX secolo, per riuscire a trovare una sintesi fra tendenze culturali diverse tra di loro. Dopo la Prima Guerra Mondiale i giochi olimpici furono anche un modo per portare avanti idee nazionalistiche ed ideologiste, utilizzate anche a fini propagandistici.

Il culmine di questa tendenza si raggiunse nel 1936 con i giochi olimpici a Berlino, che si svolsero sotto il nazismo. Questa linea d’azione sarebbe continuata nel 1940 a Tokyo e invece Roma si era prenotata per le Olimpiadi del 1944.

Ma a tutto ciò fu messa fine a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Le Olimpiadi del 1952 ad Helsinki possono essere definite come il palcoscenico sportivo della Guerra Fredda. Tutte le successive edizioni dei giochi olimpici possono essere lette sulla base di una linea politica, di cui le gare sportive internazionali sono il riflesso, fino al crollo del muro di Berlino e all’avvento della globalizzazione, con tutti i trionfalismi del marketing.

Basti pensare in questo senso a “L’Olimpiade della Coca Cola” di Atlanta del 1996. Lo stesso si può dire per le Olimpiadi di Pechino del 2008, quando le proteste a favore del Tibet sono presto rientrate nell’ambito dell’espansione della Cina nell’economia mondiale.

Ripercorrendo la storia delle Olimpiadi, si può ripercorrere l’intera storia della politica internazionale da una prospettiva del tutto particolare, in grado di esaminare fino in fondo la storia.

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Lun 30/07/2012 da Gianluca Rini

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Massj 30 luglio 2012 19:13

beh mi pare che dall’elenco manchino le due olimpiadi più clamorose dal punto di vista dell’influenza politica, ovvero Mosca 1980 e Los Angeles 1984, la prima boicottata dagli Stati Uniti per protestare contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan e la seconda boicottata dai paesi allori comunisti per ritorsione al boicottaggio del 1980.

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