Parlamentari italiani, avremo meno parassiti da mantenere

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parlamento italiano riduzione del numero

I partiti tradizionali italiani hanno compreso in minima parte il messaggio lanciato dagli elettori alle ultime elezioni amministrative 2012. Il vento della politica attiva, democratica e partecipata dal basso (e non dell’antipolitica come alcuni politici vogliono far credere) ha scosso la vecchia politica. L’exploit del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che punta a ridurre o abolire gli sprechi e i costi della politica, ha rappresentato un vero e proprio terremoto per l’intera classe politica e soprattutto una minaccia per le lussuose poltrone dei vecchi leader, che guidano da decenni il sistema partitocratico italiano. Ieri la commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato il primo pezzo della riforma istituzionale che prevede la riduzione dei parlamentari.

Sulla riforma della composizione del Parlamento si discute da tantissimi anni. Indimenticabile il famoso inciucio di Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi ai tempi della Bicamerale. Sono passati tanti anni, ma alla fine sono rimaste solo chiacchiere al vento. Si sono organizzati centinaia di dibattiti, meeting bipartisan, convention e vertici in tutti questi anni, ma senza ottenere nessun risultato poiché le varie proposte di legge sono state tutte bloccate proprio nel momento clou.

Nell’ultimo periodo si è anche parlato di una possibile e radicale riduzione del numero dei deputati e dei senatori, come anche dei costi della politica con la commissione Giannini che ha però gettato la spugna. Ora la situazione è cambiata radicalmente. Gli scandali sui lussuosi rimborsi elettorali che hanno travolto la Lega Nord e il Partito Democratico, le numerose inchieste giudiziarie sugli intrallazzi tra mafia e politica al Nord come al Sud, e la crisi economico-finanziaria che ha comportato l’introduzione di nuove e salatissime tasse e imposte ai cittadini hanno spinto l’opinione pubblica e la società civile ad aprire finalmente gli occhi. Non siamo sudditi e schiavi del potere politico, ma cittadini!

La vecchia e parassita classe politica (i parlamentari italiani sono i più ricchi e vecchi d’Europa, ma anche i più incompetenti visto che ci hanno portato a un passo dal default) sta tremando ed è corsa ai ripari, dando il via libera alla riduzione del numero dei parlamentari: da 630 a 508 deputati e da 315 a 254 senatori. Per quanto riguarda i deputati eletti all’estero scendono da 12 a 8, mentre, per il Senato passano da 6 a 4. Ma a cosa servono questi parlamentari eletti all’estero? Per aumentare le spese del nostro Stato? O per buttare dalla finestra i soldi dei cittadini? E poi il numero dei senatori e dei deputati deve essere ridotto della metà perché questa riduzione decisa dalla commissione Affari Costituzionali sembra essere una presa per i fondelli!

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Gio 24/05/2012 da Domenico Giampetruzzi

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Inacia 16 luglio 2012 05:59

davide scrive:sono uno dei tanti che ha initaizo a lavorare a 14 anni finalmente dopo una vita di lavoro in fabbrica il traguardo dei 40 anni era all’orizzonte ora vedo che il partito che ho sempre votato e sostenuto mi sta condannando a lavorare fino a non so quando lei queste cose le sa e mi sorprende che non faccia niente e accetti tutta questa ingiustizia .con che faccia andra poi ai comizi a parlare alla gente di equita sociale ricordo che voi avete il vitalizio dopo un solo mandato ..che schifo..quante feste dell’unita e volantinaggi per niente.. mai pif9 PD

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