Parlamento italiano: come si elegge e come funziona

Parlamento italiano: come si elegge e come funziona

Interni camera

Il Parlamento della Repubblica Italiana è l’Organo costituzionale titolare della funzione legislativa e si basa su un bicameralismo perfetto, poiché composto da due Camere aventi funzioni identiche: la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica. La prima è formata da 630 Deputati e la seconda da 315 Senatori, cui vanno aggiunti gli aventi di diritto (Presidenti emeriti della Repubblica) ed i membri a vita. Secondo l’art. 59 della Costituzione essi sono i cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario, e sono nominati dal Presidente della Repubblica.

in vista delle probabili elezioni primarie nel 2011, considerata la crisi del Governo Berlusconi è doveroso chiarire la normativa sulla quale si basa l’elezione dei nostri rappresentanti alle camere è la legge nº 270 del 21 dicembre 2005, ideata principalmente dal ministro Roberto Calderoli. Del resto nello scenario politico italiano è attualmente in bilico, dominato da una confusione che è notata anche dai suoi stessi membri, come Maroni che ha invocato il voto.

elezioni senato

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La legge ha modificato il precedente meccanismo misto, per 3/4 a ripartizione maggioritaria dei seggi, in favore di un sistema proporzionale corretto, a coalizione, con premio di maggioranza ed elezione di più parlamentari contemporaneamente in collegi estesi, senza possibilità di indicare preferenze.

Camera

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Punti salienti della legge sono:

  • Abolizione dei collegi uninominali: l’elettore precedentemente poteva votare su due schede per la Camera dei Deputati e una scheda per il Senato, mentre la parte proporzionale alla Camera veniva espressa con la seconda scheda, dando la possibilità di scegliere una lista, al Senato si procedeva a un recupero su base regionale fra i non eletti all’uninominale.

    Senato

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  • Liste bloccate: con l’attuale sistema, replicante quello in vigore per la quota proporzionale prevista dal precedente Mattarellum, l’elettore si limita a votare solo per delle liste di candidati, senza la possibilità, come si verifica tuttora per le elezioni europee, regionali e comunali, di poter indicare preferenze. L’elezione dei parlamentari dipende quindi completamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti.

    scheda elettorale elezioni

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  • Premio di maggioranza: viene garantito un minimo di 340 seggi, alla Camera dei deputati, alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti. Da notare che 12 seggi, assegnati alla circoscrizione Estero, sono considerati a parte, come anche il seggio della Valle d’Aosta. Per quanto concerne il Senato, il premio di maggioranza è invece garantito su base regionale, in modo da assicurare alla coalizione vincente in una determinata regione almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati.

    senato della repubblica

  • Programma elettorale e capo della forza politica: la legge prevede l’obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo.

    Parlamento

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  • Coalizioni: la legge prevede la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate così in coalizioni. Il programma ed il capo della forza politica, in caso di coalizione, devono essere unici: in questo caso viene assunta la denominazione di Capo della coalizione. Egli tecnicamente non è candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, poiché spetta al Presidente della Repubblica la nomina a quell’incarico.

    Panoramica Camera

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  • Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione deve ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne le liste non collegate la soglia minima viene ridotta al 4%. La stessa soglia viene applicata alle liste collegate ad una coalizione che non ha superato lo sbarramento. Le liste collegate ad una coalizione che abbia superato la soglia prescritta, partecipano alla ripartizione dei seggi se superano il 2% dei voti, o se rappresentano la maggiore delle forze al di sotto di questa soglia all’interno della stessa (il cosiddetto miglior perdente).

    seduta senato

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    Il parlamento italiano gode di particolari privilegi :

  • Autonomia regolamentare: Ogni camera redigendo un proprio regolamento si amministra e si sviluppa il proprio lavoro secondo la volontà dei parlamentari e del presidente della camera.

  • Autonomia finanziaria: Le camere decidono autonomamente l’ammontare delle risorse necessarie allo svolgimento delle proprie funzioni.

  • Autonomia amministrativa: Ogni camera provvede all’organizzazione dei propri uffici amministrativi e all’assunzione dei propri dipendenti (funzionari, commessi).

  • Immunità della sede: Decisione su chi può essere ammesso all’interno degli edifici in cui si svolgono le sedute. Naturalmente il presidente della Camera, avendo un potere elevato, può svolgere questo compito.

  • Giustizia domestica (autodichia): Le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei dipendenti sono sottratte al giudice comune e sono riservati agli organi interni al parlamento.

    votazioni camera

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    La disciplina dell’organizzazione delle Camere è dettata, innanzi tutto, dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari.

    Organi necessari, previsti direttamente dalla carta costituzionale, sono: il presidente, l’ufficio di presidenza e le commissioni permanenti.

    In virtù del principio di rappresentatività, sono le stesse Camere a giudicare dei titoli di ammissione dei loro membri. Dal principio di rappresentatività deriva inoltre la pubblicità delle sedute. Delle sedute delle commissioni, invece, è redatto solo un resoconto sommario, pubblicato sul Bollettino delle giunte e delle commissioni.

    In seguito alla legge costituzionale n. 3 del 1963, entrambe le Camere sono elette per una durata di cinque anni e non possono essere prorogate se non in caso di guerra. Possono invece essere anticipatamente sciolte dal presidente della Repubblica, sentiti i rispettivi Presidenti. La prima riunione delle nuove Camere deve avvenire entro i 20 giorni successivi alle elezioni, che, a loro volta, devono svolgersi entro 70 giorni dalla fine della legislatura.

    Interni camera

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    Alle due Camere spettano la funzione legislativa, di revisione costituzionale, di indirizzo, di controllo. La prima di queste funzioni spetta al governo, ai singoli parlamentari (che devono presentare la proposta di legge alla loro camera d’appartenenza), ai cittadini (che devono presentare una proposta formulata in articoli e accompagnata dalle firme di 50.000 elettori), ai singoli Consigli regionali e al CNEL.

    L’iter legislativo è così schematizzabile:

  • iniziativa;

  • istruttoria;

  • esame;

  • approvazione articolo per articolo e finale;

  • promulgazione;

  • pubblicazione;

    L’iniziativa, una volta pervenuta ad una delle due Camere, deve essere assegnata ad una commissione competente per materia perché svolga una preliminare attività istruttoria.

    Approvato lo stesso testo in entrambi i rami del Parlamento, questo verrà trasmesso al presidente della Repubblica, perché entro un mese provveda alla promulgazione, salva la possibilità di chiedere alle Camere, con messaggio motivato, una nuova deliberazione (ipotesi nella quale la promulgazione è atto dovuto). Una volta promulgata, la legge sarà quindi pubblicata – a cura del ministro della Giustizia, sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dopo il periodo di vacatio legis (15 giorni, a meno che non sia altrimenti stabilito).

    Il parlamento esercita anche funzioni di controllo sul governo e funzioni di indirizzo politico.

  • La funzione di controllo si esplica in interpellanze ed interrogazioni. Le interrogazioni consistono in una domanda scritta dove si chiede al governo se un determinato fatto sia vero, se ne è a conoscenza e se saranno presi provvedimenti.

  • La funzione di indirizzo politico, invece, si concreta nel rapporto fiduciario che deve sussistere tra Parlamento e Governo, oggettivizzato nella mozione di fiducia, nella questione di fiducia e nella mozione di sfiducia, che può essere rivolta all’intero governo oppure anche a un singolo ministro.

    Nei prossimi appuntamenti approfondiremo altri aspetti delle funzioni legislative italiane.

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    Lun 18/10/2010 da in .

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