Riforma Gelmini: passa alla Camera fra le polemiche sugli scontri

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La Riforma Gelmini è passata alla Camera: 307 sì e 252 no. Non sono bastate le proteste e gli scontri con gli studenti e i ricercatori per bloccare l’approvazione di questo decreto tanto contestato. Approvazione che avviene in un clima di forte polemica. Silvio Berlusconi dice agli studenti che è meglio che tornino a casa a studiare, Bossi sostiene di capire “in parte” le ragioni dei manifestanti, Vendola parla di clima “cileno”, La Russa dice che l’opposizione ha “strumentalizzato” la piazza, Maroni che giustifica Montecitorio blindata e maggioranza e opposizione che litigano di continuo per gli scontri con i manifestanti.

La Gelmini, ora che la Riforma è passata, si dichiara soddisfatta: “L’approvazione della riforma è un fatto importante, una tra le più importanti della legislatura. Spiace averlo dovuto fare in un clima di tensione sociale”. Critica la posizione dell’opposizione. Bersani è convinto che il governo non sarà in grado di portare a termine la Riforma. Fini, invece, dopo che ieri Fli ha fatto crollare la maggioranza di governo su due emendamenti, se la prende con “gli estremisti che hanno bloccato Roma e causato gravi incidenti”.

Intanto Maroni difende la sua posizione: ieri ha dovuto blindare Montecitorio per evitare una nuova invasione e lanci di uova al Senato. Berlusconi, invece, ha liquidato frettolosamente le proteste che hanno coinvolto gli studenti di tutti gli atenei d’Italia: “Gli studenti veri stanno a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso”.

Con la Riforma Gelmini è anche passata la norma “anti-parentopoli”: in pratica non potranno lavorare nello stesso ateneo parenti di professori, rettori o consiglieri fino al quarto grado di parentela. E si parla dell’assunzione di 1500 associati all’anno per gli anni 2011, 2012 e 2013: peccato solo che le risorse per pagarli si trovino ancora nel ddl di stabilità in vaglio al Senato in seconda lettura.

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Mer 01/12/2010 da Manuela Chimera

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