Crisi di Governo

Scopri tutte le novità sull’attuale crisi di Governo. Leggi le dichiarazioni dei protagonisti, le news e gli approfondimenti per capire al meglio il perché della rottura del rapporto di fiducia della maggioranza.

Ballarò 9 aprile, Crozza: “Berlusconi sensi di golpe non ne ha perché è lui il golpevole” [VIDEO]

ballaro 9 aprile

Ieri sera, 9 aprile, a Ballarò Giovanni Floris si è concentrato su temi essenziali in questo momento nel nostro Paese: tempi e procedure della politica e dell’economia. La situazione in Italia, infatti, appare piuttosto complessa, anche perché ormai, ad una certa distanza dalle elezioni politiche 2013, non si è riusciti a formare ancora un nuovo governo. Tutto ciò non può che avere dei risvolti anche in campo economico, in quanto non si fa altro che peggiorare le condizioni di incertezza determinate dalla crisi. Ecco perché ieri sera a Ballarò ci si è interrogati con gli ospiti in studio su quali sono le strategie che si dovrebbero mettere in atto per superare gli ostacoli che impediscono la stabilità.

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Monti dimissioni: tutte le riforme a rischio, tranne il Ddl stabilità

Corte dei Conti, cerimonia per il 150.mo anniversario al Quirinale

Il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ha annunciato le sue dimissioni dall’incarico di premier dopo il colloquio di sabato scorso con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La fine anticipata dell’attuale legislatura causata dall’uscita del Popolo della Libertà dalla maggioranza rischia di compromettere diverse riforme e provvedimenti che sono in cantiere. A parte la legge di stabilità, che è stata citata anche nel comunicato del Quirinale in quanto è utile per non aggravare la già drammatica crisi economico-finanziaria del nostro Paese e per non affondare l’Italia davanti ai mercati, tutte le altre riforme rischiano di saltare.

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Dimissioni Berlusconi ultime notizie, il primo giorno di Silvio da semplice cittadino

Le foto della festa per le dimissioni di Berlusconi

a cura di Ottavio Polito
Il primo giorno da semplice cittadino di Silvio Berlusconi è stato dopo le sue dimissioni rassegnate al presidente Napolitano. L’ex Premier rimane all’interno del partito che ha fondato, il Pdl, e all’interno dello schieramento politico che aveva una maggioranza parlamentare. La sua figura non è più al centro dell’attenzione, come in precedenza, visto che tutti gli sguardi, adesso, si concentrano sulle prossime mosse del professor Monti, intento nelle consultazioni con i capi di partito e con la costruzione della nuova compagine di Governo.

Il Cavaliere, tuttavia, non vuole uscire di scena del tutto, ma rimarca il ruolo di responsabilità che ha dimostrato nel rassegnare le proprie dimissioni per il bene dell’Italia. L’argomento principe evidenziato da Berlusconi è quello che l’ex Esecutivo è riuscito a realizzare negli ultimi tre anni, segnati da una crisi finanziaria internazionale senza precedenti. Nel suo ultimo video messaggio, Berlusconi ha detto che non lascia la politica.

  • Berlusconi dopo le dimissioni
  • Antonio Di Pietro tra i manifestanti
  • Bersani tra i manifestanti
  • Brindisi per le dimissioni di Berlusconi
  • Bye Bye Silvio
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Governo, Monti è salito al Quirinale. Cosa si dirà con Napolitano?

Monti napolitano governo

Mario Monti è salito al Quirinale , richiesto dal presidente Napolitano per parlare, tra le altre cose, della crisi di Governo. Benché sia prassi che un nuovo senatore a vita sia ricevuto dal presidente della Repubblica, per le obbligazioni del caso, tuttavia la visita dell’ex commissario europeo al Quirinale riveste un ruolo di particolare importanza, proprio in un momento politico critico come questo che sta attraversando il potere esecutivo italiano. La visita al presidente Napolitano si è rivelata così urgente da fare abbandonare in fretta e furia la riunione di Berlino, dove si trovava, e prendere un aereo con destinazione diretta a Roma, senza fermarsi a casa, come sua moglie ha testimoniato.

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Crisi di Governo, Monti: “In Italia un lavoro enorme da fare”

Crisi di governo monti italia lavoro

Mario Monti affronta la crisi di Governo con un pensiero: “In Italia c’è un lavoro enorme da fare”. Il nuovo senatore a vita ha parlato nel corso di un convegno economico a Berlino, nel quale gli è stato chiesto che tipo di politica deve attuare il suo Paese per riuscire a bloccare la crisi economica. L’ex commissario europeo ha evidenziato che il lavoro da attuare in Italia è lungo e difficile, ma non impossibile. Uno dei maggiori quotidiani economici inglesi, poi, lo inquadra all’interno del nuovo consiglio dei ministri italiano, ma non come presidente bensì come nuovo ministro delle Finanze.

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Crisi di Governo, Napolitano: “L’Italia sarà all’altezza della situazione”

Crisi di governo napolitano italia

Il presidente Napolitano parla ancora della crisi di Governo e dice che “l’Italia sarà all’altezza della situazione” nel superamento della crisi. Il capo dello Stato si rende perfettamente conto che il Paese si trova di fronte a delle scelte difficili da compiere, ma ce la farà. Le istituzioni politiche saranno all’altezza del compito da affrontare e la UE prenderà atto dell’impegno italiano rimarcando il senso di responsabilità che uno dei Paesi fondatori dell’Unione ha profuso. Il pensiero dell’inquilino del Quirinale è stato espresso nel corso di un incontro presso l’Istituto Romano di Finlandia, a Roma, durante il quale Napolitano ha tracciato un parallelo fra il Risorgimento italiano e l’Indipendenza finlandese.

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Crisi, Mario Monti: “L’Italia ha bisogno di riforme strutturali per eliminare privilegi”

mario monti sulla crisi finanziaria italiana

L’ex commissario europeo e attuale senatore a vita Mario Monti è intervenuto sulla crisi politica ed economico-finanziaria italiana a margine di un convegno a Berlino. In queste ore si sta discutendo molto di un possibile Governo tecnico italiano presieduto proprio da Mario Monti anche se l’Italia dei valori, Lega Nord, Sinistra ecologia e libertà sono fermamente contrari. Monti ha affermato che le richieste dell’Europa e della comunità internazionale all’Italia, in termini di risanamento dei conti e di stimolo allo sviluppo, sono utili per una maggiore crescita che deve avvenire non da ulteriori prestiti, ma attraverso la rimozione degli ostacoli alla crescita stessa.

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Crisi di Governo, Matteoli vuole le elezioni anticipate: “Anche alcuni ex forzisti sono d’accordo”

crisi di governo matteoli vuole le elezioni anticipate

Il prossimo Governo italiano potrebbe essere presieduto da un tecnico e il nome più gettonato delle ultime ore è quello dell’ex commissario europeo Mario Monti, che è stato nominato ieri senatore a vita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ solo una semplice coincidenza? Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha ribadito in un’intervista a SkyTg24 che le elezioni anticipate sono l’unica soluzione per superare la crisi di Governo che si è aperta con le dimissioni a distanza del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Matteoli ha spiegato che soltanto un Governo eletto dai cittadini potrà affrontare la crisi finanziaria ed economica.

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Napolitano sulla crisi di Governo: “Servono decisioni presto, lo spread sui Btp minaccia il lavoro”

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Il presidente Napolitano interviene sulla crisi in cui si dibatte il Governo e afferma che “servono delle decisioni presto perchè lo spread sui Btp minaccia il lavoro“. Il presidente della Repubblica, infatti, sta seguendo con una certa apprensione le notizie provenienti dai mercati finanziari internazionali e le quotazioni dei titoli di stato italiani, che appesantiscono il debito sovrano dell’Italia. Il capo dello Stato assicura che gestirà la crisi di Governo nel migliore dei modi, prima di tutto con celerità. I momenti sono delicati e la fase dev’essere affrontata con la massima credibilità anche a livello europeo. Secondo Napolitano, è importante che ci sia “un confronto aperto e che cadano obiettivi e tabù”, per il bene del Paese.

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Dimissioni Berlusconi, il Premier: “Il voto a febbraio, io non mi candido”

Dimissioni berlusconi voto febbraio

Il Premier Silvio Berlusconi parla delle sue dimissioni e dell’eventuale voto da tenersi a Febbraio: “Io non mi ricandido alle prossime elezioni”. Una dichiarazione rilasciata alla stampa nazionale, alla quale il presidente ha dichiarato che si dimetterà dopo l’approvazione della legge di stabilità. Secondo il Premier, non ci sono altre maggioranze possibili da prendere in considerazione per cui la via d’uscita migliore è quella di ricorrere alle urne. Tuttavia, Berlusconi è consapevole che sarà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a decidere nel merito. Il Premier ha aggiunto che il candidato ideale alla guida di un esecutivo, per il centrodestra, potrebbe essere Angelino Alfano, “che è accettato da tutti”.

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Dimissioni Berlusconi, il premier vuole le elezioni. L’Idv: “Attenzione alle trappole”

Silvio Berlusconi dimissioni

Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha finalmente preso atto che non ha più una maggioranza alla Camera dei Deputati. Subito dopo il voto sul Rendiconto generale dello Stato, che è passato con 308 voti favorevoli e un astenuto (le opposizioni non hanno partecipato al voto), il capo del Governo ha riunito i vertici della Lega Nord e del Popolo della libertà per poi incontrare il capo dello Stato. Subito dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Quirinale ha diramato una nota in cui si evidenzia che il presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto alla Camera e ha espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità.

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Camera, sì al Rendiconto ma la maggioranza si ferma a quota 308

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La Camera dei Deputati ha dato il via libera al disegno di legge sul Rendiconto generale dello Stato per il 2010 con 308 voti favorevoli e un astenuto. Le opposizioni erano presenti in aula ma non hanno partecipato al voto. I deputati che non hanno votato sono stati 321. Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi era presente in Aula durante il voto.

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Pdl, Gaetano Pecorella sul premier Berlusconi: “E’ un danno per il Paese”

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In molti auspicano le dimissioni del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e oggi dopo il voto sul Rendiconto generale dello Stato il capo del Governo dovrebbe comunicare la sua decisione: dimettersi oppure continuare a governare. La credibilità internazionale dell’Italia è scesa ai minimi termini e il Popolo della libertà sta implodendo giorno per giorno. L’ex avvocato del presidente Silvio Berlusconi, il deputato del Pdl Gaetano Pecorella ha dichiarato al programma radiofonico “La Zanzara” su Radio24 che Silvio Berlusconi è un danno per il Paese.

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Crisi di Governo, Berlusconi ha ancora la maggioranza alla Camera e al Senato?

crisi di governo berlusconi ha ancora la maggioranza

Nell’ultimo periodo diversi deputati e senatori del Popolo della libertà hanno abbandonato il partito per passare al Gruppo Misto o al Terzo Polo. L’ultimo addio è stato quello della deputata Gabriella Carlucci che è passata all’Udc poiché il premier Silvio Berlusconi non vuole fare un passo indietro nonostante il nostro Paese sia a un passo dal fallimento. Secondo alcuni le dimissioni del presidente Berlusconi sarebbero imminenti, ma il premier prima di cedere ha deciso di chiedere ancora una volta la fiducia, perché è ancora convinto di avere la maggioranza in Parlamento. Ma sarà vero?

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Gabriella Carlucci lascia il Pdl per l’Udc: “Nessuno sapeva di questa mia decisione”

GABRIELLA CARLUCCI

La deputata e attuale presidente del comitato bicamerale per l’infanzia, Gabriella Carlucci, ha deciso di chiudere con il Popolo della libertà e con la maggioranza di Governo, abbandonando il partito per l’Udc di Pierferdinando Casini. Le defezioni aumentano giorno per giorno e la maggioranza è ormai appesa a un filo. In un’intervista al quotidiano “Il Corriere della Sera”, la parlamentare ha spiegato le ragioni del suo addio al Pdl. La Carlucci non ha parlato di questa sua decisione né con il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi (poiché non va a Palazzo Grazioli dall’estate scorsa) e né con altri della maggioranza. Nei giorni scorsi aveva solamente accennato questa sua scelta a Casini, Cesa, Antonione e Bertolini. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dichiarato che la maggioranza non c’è più ed è meglio andare alle elezioni.

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